9 Aprile 2019

CATEGORIA: Reportage

Gaudiò, le forme impossibili della musica

Siamo al Fuorisalone di Lambrate, Via Massimiano 25, zona del “Fuorisalmone”. Superando il cancello si entra in un luminoso cortile, piccoli alberelli ospitano salmoni in locandina. L’ambiente si riempie di una leggera musica jazz grazie ai Gaudiò, diffusori acustici da parete con un design molto particolare, ispirato ovviamente al jazz, ma anche allo swing o al bebop. Ce n’è uno per ogni stile musicale.

Ma la musica non è la sola protagonista in questo caso, le note sembrano nascere dalle strutture estetiche, enfatizzate anche da una retroilluminazione a led, creando un’atmosfera sospesa. I pannelli esagonali presentano infatti casse acustiche che vengono però coperte da tessere magnetiche e intercambiabili che vanno a creare delle strutture tridimensionali impossibili, frutto di infinite combinazioni. Ognuno può inventare le proprie proprie visioni fisiche del suono.

D’altronde, la musica è una forma impossibile; geometrie tanto precise quanto sfuggenti, creazioni che sembrano al contempo realistiche e improbabili. In quei cubi di note qualcuno potrà ritrovarsi; mentre qualcun altro sentirà il bisogno di rimescolare tutto; le sue sinfonie non si troveranno compatibili con delle forme non abbastanza impossibili, o forse, non abbastanza definite.

Che sia jazz, rock, pop, swing, rap o musica classica, quando siamo immersi nella musica, ognuno di noi vede il suo schema personale: quell’accordo, quella nota che rappresenta un ricordo, una persona o un momento preciso; i tasselli sono tutti  frammenti di vita rievocati dalle canzoni. E come ogni vita, è una forma impossibile, ma per ognuno tutto è così chiaro.

 

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