10 Aprile 2019

CATEGORIA: Rubriche

Vieni dalla Zia: The lost word

Stefano Valenti: “A letto, se sei interessato, è meglio uno show, ma se vuoi prendere tempo allora scegli un tell!”

Il docente di Scrittura Creativa osanna la Zia: “Sei diventato un autore di culto”

Durante l’intervista per la rubrica Vieni dalla Zia*, Stefano Valenti affronta a briglia sciolta gioie e preoccupazioni: “Il nostro lavoro è il più bello al mondo. Ma se alle macchinette non trovo il cioccolato fondente sono fottuto!”

Questa intervista ti imbarazzerebbe meno se fossi nudo?
“Sarebbe terribile sinceramente. Preferisco così, se si può”

Forse, vedremo nel corso dell’intervista… Visto che hai iniziato come traduttore, ti andrebbe di tradurre uno dei miei testi?
“In che lingua? In italiano volentieri, lo faccio spesso”.

E com’è andata fino a ora?
“Oh, bene, molto bene”.

Prima Thomas Bernhard poi Agota Kristof, per il prossimo tatuaggio Fabio Volo o Nicholas Sparks?
“Non conosco Nicholas Sparks, ma dovendo scegliere lo preferisco comunque”.

Quanto è bello il lavoro che facciamo?
“Il nostro? Credo sia uno dei lavori più belli al mondo. Chiamarlo lavoro è già qualcosa di impegnativo, perché dei lavori di solito si vive”.

Pensi di star facendo un buon lavoro con la nostra istruzione?
“Mi pare di sì. E tu, Della Rocca, ne sei la dimostrazione vivente. Diciamo che con te ho vinto la mia scommessa”.

Del fatto che sto andando verso l’oblio, forse…
“No, no, ti ricordo che fino a tre mesi fa non riuscivi a scrivere quattro righe e ora sei praticamente un autore di culto”.

In verità ho un segreto che non posso dire…
“Certo, allora a questo punto non dipende più da me. Della Rocca è la dimostrazione che, per scrivere libri, ci vuole talento! È l’eccezione che conferma la regola”.

Dammi del Lei e chiamami Zia. Cosa pensi a proposito dei satiri?
“Beh, bella gente, no? Gente allegra, che si diverte… non so, tu cosa ne pensi, Zia? Su questo ti chiedo un confronto”.

Onestamente penso che dietro quella loro simpatia nascondono un leggero, amaro, senso di stronzaggine. Ma quando vogliono sono simpatici. Ma proseguiamo oltre. Quanto ti infastidisce non trovare la merenda alle macchinette della scuola?
“Allora, io cerco il cioccolato fondente perché sono allergico al glutine. Perciò se il cioccolato non c’è, sono fottuto”.

Una palla di lardo indiano fatta di lardo di pelle di indiano… continua tu.
“…E tutti i pesci vennero a galla, per mangiare la palla di pelle di indiano di lardo”. (Stefano ride; per sua fortuna la Zia sembra esser soddisfatta della risposta, palesemente sbagliata, ndr).

In una mia recente intervista ho scoperto che Bernhard era tifoso juventino, sei ancora sicuro di voler tifare Milan?
“Sono sicurissimo! Anche perché Bernhard in realtà tifava Bolzano. Le mie notizie sono queste”.

Se dovessi scegliere con quale dei tuoi alunni passare un intero weekend, sceglieresti me o Luigi Vecchio?
“Osti…Una terza possibilità non c’è? In questo caso mi tocca scegliere te”.

A letto, è meglio uno show o un tell?
“Eh, dipende con chi sei a letto. Se sei interessato è meglio uno show, se vuoi prendere tempo un tell”.

Ah, quindi prima di iniziare ti piace mostrarti! O vuoi che sia l’altra persona a farlo?
“Bisogna che lo facciano tutti e due: si mostra insieme”.

Va bene, Stefano. Ma adesso è giunto il momento di denudarmi… mandiamo in onda la pubblicità!

*Alex Vladislav Della Rocca, nato in Russia ma trasferitosi ancora lattante a Milano, è un giovane e promettente storyteller, sceneggiatore, attore, giornalista, fumettista ed esibizionista. Grazie al suo carattere indomito si è meritato il soprannome di Zia Belva.
La Zia si è specializzata fin dalla tenera età in linguaggi di genere (ignoto) e comunicazione gassosa. Dopo aver completato gli studi artistici si è iscritto alla scuola Mohole con l’obiettivo di affinare le sue inenarrabili qualità e diventarne preside.
Le sue passioni sono la salsa di soia, le spinacine e le fochette; ma, nel tempo libero, la Zia non fa mistero di essere il vero e unico Black Panther.
Dal 2011 la Zia collabora con se stesso. Nel 2019 ha sottomesso al suo volere Riccardo Cisotto, Marcello Pavone e Carlotta Pinto per aiutarlo nella realizzazione della rubrica giornalistica Vieni dalla Zia.

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