11 Aprile 2019

CATEGORIA: Rubriche

IL GIOCO DEL POETA – 3° EPISODIO

TOPI E BURATTINI

Non sono mai stato un topo di biblioteca. Forse il ratto scemo che mangia le pagine invece di leggerle. Alda Merini, cazzo, morta il primo novembre del 2009. Me ne vado, faccio due passi per cercare di farmi passare l’incazzatura. E anche qui il destino mi fa un brutto tiro. Mi fa capitare davanti alla casa museo della vecchia Alda, ormai siamo diventati amici. All’entrata la vecchia solenne mi sfoggia il suo sorriso rifatto dal dentista. Soldi buttati signora. << Può salire se vuole, c’è la riproduzione della stanza proprio come Alda l’ha lasciata, è dietro un vetro, ovviamente non si può entrare. >> << Ovviamente.>> << Poi potete lasciare un’offerta proprio qui all’ingresso, sapete siamo un’associazione no-profit.>> Che c’è signora, non ha finito di pagare il dentista? << Va bene, grazie.>> In certi momenti della vita ti senti un burattino nelle mani del destino. Un pupazzo che non può neanche interloquire col suo ventriloquo, il destino che ti tiene un braccio in culo. L’equivalente di un sasso nella scarpa. C’è una riproduzione di un muro con nomi e numeri di telefono, una porta che sembra l’abbiano strappata dal suo appartamento. A parte questo non mi sembra che qualcosa valga la pena. << Poi che hai fatto Stefano?>> <> << Sai il particolare dei numeri di telefono è interessante, la Merini scriveva spesso in giro per casa nomi e numeri di persone importanti, però mi sembra strano che glieli lascino esporre così in un museo, magari qualcuno l’han tagliato.>> << Ma certo! Come ho fatto a non pensarci prima? Laura io devo andare, ho un appuntamento.>> << Si può sapere con chi in piena notte?>>

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