12 Aprile 2019

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IL GIOCO DEL POETA – 4° episodio

PRETI E BUGIARDI

Sono proprio un pirla. L’aria fredda e umida mi taglia la faccia e riduce i miei occhi a due fessure. Il silenzio della notte milanese è rotto solo dalla sciabordio delle pozzanghere investite dalle poche macchine che passano. Dopo aver parlato con Laura è diventato tutto chiaro. Come ho fatto a non pensarci prima? Penso al muro davanti alla casa della Merini, a un possibile indizio. Entro. Anche se è ancora notte fonda.

I piedi si muovono da soli come se quel posto lo conoscessero già. Davanti al muro, tra il casino di numeri uno spicca tra gli altri. Scritto in rosso, col rossetto, c’è il simbolo di una croce stilizzata. Non c’era sulla riproduzione che avevo visto.

<<Pronto.>>

<<Pronto Don Carlo all’apparecchio.>>

Un prete? E mo che cazzo gli dico a questo?

<< Si, ecco io…avrei bisogno di un consiglio spirituale >>. 

  << Certo, venga pure qui quando vuole. >>                    

 << O-Ok… Grazie mille Padre. Ah un’ultima cosa, in quale parrocchia la trovo?>>

<< Nella Basilica di Sant’Antonio di Padova. A presto. >>  

Non entro in una chiesa da anni, tanti. Sono molto impegnato.  Anzi, ho capito che non è roba per me. Per fortuna Don Carlo mi ha dato appuntamento nel refettorio. Evitiamo la figuraccia del segno della croce. Tra i morti di fame mi sento molto più a mio agio.

<< Buongiorno figliolo>>                                                                                                                                                                          << Piacere di conoscerla Padre. >> Inclina la testa, rimane un attimo in silenzio e un sorriso compare poi all’angolo della sua bocca.  

<< Si ecco io… senta vado al sodo che le cazzate me le risparmio per il grande capo quando ci vedremo. Sto cercando Alda Merini.>>

<< Hai sbagliato di poco, la trovi al cimitero.>>

<< Le assicuro di no. Piuttosto ho trovato il suo numero a casa sua, la conosceva?>>

<< La conoscevo come un pastore conosce le pecorelle del suo gregge.>>

<<… e io le pulci sul pelo del mio cane. Mi vuole dire che non sa niente?>>

<< Non so cosa stai cercando figliolo.>>

È questo il bello, nemmeno io. E mentre questo parla e io mi sorbisco la ramanzina sulla mia vita che non mi ero venuto a cercare il mio sguardo vaga per la sala. Tra volontari e vagabondi qualcuno attira la mia attenzione. Una vecchia, sporca e trasandata come chiunque altro, non troppo diversa da quella che chiedeva l’elemosina nel sotto passaggio della metro. Rattrappita in un angolo si sta mettendo lo smalto. E con che cura. Ma signora che cazzo sta facendo?

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