13 Aprile 2019

CATEGORIA: Editoriali

2 COMPRESSE EFFERVESCENTI

Mal di testa appena sveglio e due compresse effervescenti col caffé.

La metro nel week-end del Fuorisalone. Gente vestita bene, gente vestita strana, gente svestita bene. Poi io. Che continuo con resipiscenza impiastrata ad aprire gli articoli di Fuorimohole che non ho ancora fatto in tempo a leggere. Un senso di umidità da grigio e nero. Il sonno che non sono riuscito a dormire stanotte, un po’ per la trance agonistica degli ultimi giorni, un po’ perché lo so che prima o poi mi mancherà una risposta, e sarà difficile stare zitto davanti a qualcuno che in redazione lecitamente si aspetta attenzione da me. Un redattore. Un grafico. Un fotografo. Un fumettista. Un Webber. Uno della redazione.

Continuo a scorrere l’archivio del blog e non ho ancora trovato un articolo dell’anno scorso.

A casaccio, pescando dagli ultimi quattro giorni, vien su la foto di Vito Longo con le sopracciglia altissime. L’illustrazione della pistola. La foto di uno zaino giallo.

E due storyteller che si tengono per mano sopra a un tavolo, mentre aspettano la pubblicazione del loro ultimo articolo.

Ok, l’ultima non è una foto. Ce l’ho in testa io. Sta lì a far pressione con le voci dei redattori. Quelle basse, quelle in high-pitch, quelle intonate e quelle stonate. Le parole scritte sbagliate. I giochi di parole. Le parole che non vogliono dire niente ma sono diventate dei giochi. Tipo mhanz, per dirne una, che se non sapete cosa significa non è peccato, però vi perdete qualcosa

Sto lì che scorro Fuorimohole col pollice ma mica sto leggendo. Sto ricollegando. Nella metro umida sto mettendo insieme le immagini che sono in testa e quelle che sono on line. Sto facendo quel mestiere strano che è raccontarsi qualcosa per non dimenticarselo, e per non farselo scoppiare come un’emicrania da sbronza.

Perché il sito rimarrà on line per tutto l’anno. Consultabile. Cliccabile. Categorizzato. Ma quello che è successo dietro al sito bisogna salvarselo altrove. E adesso è tutto accatastato senza etichette.

Scendo dalla metro. La storia pulp su Alda Merini. Salgo le scale. I personaggi misteriosi. Gli odori della stazione. Gli Oscar e i redazionali di fuffa. Un po’ di pozzanghere e i cani che cagano. Le foto più grandi di un mega. Il mal di testa che perde trazione. “Buongiorno Ale!”, appena entrato a scuola. Il Colore Verde come tema del giorno. Le aspirine che fanno effetto. I pettegolezzi da rileggere.

L’adrenalina dell’ultimo giorno.

Benvenuti all’ultimo giorno di redazione. Grazie a tutti per la corsa.

Cominciate a pensare al futuro, che sarà da emicrania per la quantità di cose che avremo da dirci, e proprio per quello interessante da viverci.

Evviva.

Lascia un commento