13 Aprile 2019

CATEGORIA: Rubriche

Glossario Designerese – Italiano

Guida pratica (e semiseria) per sopravvivere al Fuorisalone.

Perché sembrano termini buttati lì a caso ma in realtà… lo sono veramente. Ed è necessario comprenderli.

Non vorrete passare il resto della vita a bookare per il vostro manager una conference call riguardante le schedule sui feedback del target attraverso le soft skills, vero?

 

Rooftop: TERRAZZA. Questo è un termine che… odio particolarmente. Molto particolarmente. Innanzitutto contiene “Top”, una delle parole più odiose nella storia dell’umanità. Credo che in un certo punto del tempo “Top” sia stato anche causa di qualche guerra. In secondo luogo, come può “sommità di un tetto” (traduzione letterale) diventare Terrazza non lo capirò mai. Ma colazione in terrazza è da vecchi! Vuoi mettere com’è figo, anzi, scusate, com’è Cool fare il Brunch (Grrrr) o l’Apericena (Grrrr al cubo, anche se è italiano, ma italiano male, proprio come questo) sul Rooftop! Che si vede tutto lo Skyline della City. Sì, sì. Guardalo bene lo Skyline della City, così. Sporgiti ancora un po’ dal Rooftop…dai. Bravo. Falldown. Eh eh.

 

Rookie: Novellino. Pane al pane e vino al cane (eh?). Rookie è più bello di novellino; quantomeno non è così degradante. Come nei film polizieschi, dove ogni volta, ma OGNI volta, si rivolgono alla recluta con la battuta “Ehi, Novellino!”. Sarebbe ben diverso se gli urlassero “Hey, Rookie” (notare l’Hey in inglese). Novellino indica un nuovo incapace, molto acerbo, destinato forse a rimanere tale. Rookie invece dà più fiducia, speranza. Confida che l’individuo sotto quel termine possa finalmente un giorno librarsi in volo con le proprie ali! Ma se poi non ce la fate, non lamentatevi quando vi diranno “Ehi, Novellino!”, anche se non siete in un poliziesco.

 

Switch: CAMBIO/PASSAGGIO. Oltre a essere il nome di una bellissima console (unico motivo per il quale sopporto questo termine, anche se a fatica), Switch è un altro termine… terminocida. Ha ucciso Passaggio (colpa, forse, di essere un terzo più lungo) e ora sta strangolando lentamente Cambio, nonostante sia di pari lunghezza. Sei lettere contro sei. Ma le anglolettere sono più forti, sembra. E così nascono aberrazioni come i gemellini “Switcha” e “Switcho” (ma che davero?) o il pestifero “Switchare”, versione brutta di Cambiare. Che, ora che ci penso, era anche il titolo di una bella canzone. Proviamo a cantarla in versione itanglese, vi va? “Aaaammmoreee, mi dovrò passareeee. Per diventare libero, Switchaaareeee, Switchareeee!” Brutta eh? Già.

 

Reminder: Uhmmm… di questa parola nessuno si ricorda più il suo italico significato. Si direbbe che nessuno ha più MEMORIA di ciò che questo termine voglia dire in italiano. Ma perché si è dimenticato? E a che PRO ricordarselo? Non saprei. Ma se ci fosse ancora in giro qualcuno che rimembra la traduzione di Reminder, potrebbe per favore mandarmi un PROMEMORIA?

Bene, anche quest’anno il Glossario del Fuorisalone giunge al termine. E anche quest’anno avete imparato qualche parola in più con la quale destreggiarvi nella giungla di termini inglesi buttati nei discorsi a membro di canide. Spero vi siate divertiti, ma se così non è successo, almeno si spera non vi siate annoiati. Non si sa se questa rubrica tornerà a tormentarvi anche l’anno prossimo, ma se così fosse ve lo ricorderemo. Come? Semplice. Mandandovi un Reminder ovviamente.

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