13 Aprile 2019

CATEGORIA: Reportage

La chiesa del Mille

Salute, viandante!

 

Sei forse un pellegrino giunto da lontano, diretto a uno dei luoghi Santi? Oppure, sei un semplice viaggiatore, e viaggiando viaggiando sei capitato qui da me, la chiesa di San Martino di Lambrate?

 

In ogni caso, fermati pure e riposati, perché qui è luogo consacrato e nessuno verrà a farti del male. Siediti sui miei vecchi scalini e ascolta, se interessato sei, la mia storia:

 

Nacqui come piccola chiesa, molto in là nel tempo, addirittura ai tempi dell’anno 1000, quando la gente riteneva che, con l’arrivo del nuovo millennio, sarebbe arrivata la fine del mondo. Poi, circa cinque secoli più tardi, l’arcivescovo Carlo Borromeo di passaggio in queste terre, mi elevò al rango di parrocchia e venne numerose volte a visitarmi. Rimasi comunque per molto tempo una chiesa molto piccola, costantemente bisognosa di restauri o di riparazioni. Avevo quattro campate, poche per i termini di oggi, e la mia facciata era rivolta verso ovest, come molte altre chiese nate in quel periodo.

 

Ero una chiesa piccola, ma efficiente e sufficiente alla piccola popolazione di Lambrate dell’epoca. Tutto cominciò a cambiare quando, con l’avvento della rivoluzione industriale, i cieli cominciarono a tingersi di grigio per i fumi delle fabbriche, e la popolazione delle campagne abbandonò i campi per venire a lavorare in città. Allora Lambrate, così come molti comuni dell’epoca, vide aumentare in maniera sostanziale il proprio numero di abitanti che, tra i loro numerosi bisogni, necessitavano di assistenza spirituale.

 

Fu allora deciso di demolire la mia vecchia forma, e di darmene una nuova, che potesse essere più ampia e capiente. I primi lavori iniziarono nel 1913, un anno prima che il grande conflitto noto come Grande Guerra scoppiasse in Europa e due prima che l’Italia, nata da poco meno di mezzo secolo, decidesse di entrarci. Per esigenze di spazio, il mio vecchio sagrato venne riempito con la nuova abside e pian piano quanto rimaneva della mia forma medievale demolita per lasciare spazio al nuovo edificio.

 

La mia nuova forma venne inaugurata nel 1931, alla presenza del cardinale Ildefonso Schuster, pochi anni dopo che il comune di Lambrate venne annesso alla crescente città di Milano.

 

Avevo anche un altro compito: vedi, man mano che passava il tempo, al mio interno si accumulò una piccola collezione di opere di pregio. Tra di esse, un affresco di Vanni Lenna, pittore e politico italiano, nel lontano 1950, oppure la mia statua di san Giuseppe, che risale ai tempi del Seicento. Piccoli tesori, non grandi come la pietà che la Cappella Sistina custodisce a Roma, ma comunque degni di essere visti, ammirati e conservati per le future generazioni di fedeli.

 

E così io rimango: austera e fiera, a custodire questi miei piccoli tesori, salutando e accogliendo i viandanti.

 

Come dici? Che cosa faccio quando non ci sono viandanti a cui parlare? Beh, mi piace cantare, naturalmente!

 

San Martino, campanaro…

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