13 Aprile 2019

CATEGORIA: Rubriche

Personaggi Misteriosi: Il cavaliere errato

Errava in sella al nobile destriero quando giunse finalmente dinanzi a un maestoso castello.

Scese dalla sella e lasciate le briglie a uno stalliere si avviò a grandi passi oltre la soglia.

Il peso dell’armatura lo ingobbiva. Una volta entrato gli si presentò il più grande salone che avesse mai visto. Levò lo sguardo a fatica verso il soffitto. Gli parve di essere entrato in un’immensa cattedrale. I suoi occhi scintillarono vedendo una giovane donna al di sopra della balconata che cingeva la sala. “Oh mia nobile dama…” disse levando un braccio in alto. La giovane, appoggiata con un gomito alla ringhiera di ferro, guardò in basso svogliata.

“Oh incantevole visione” proseguì il cavaliere, “che i miei occhi attesero a lungo di incontrare, finalmente sono giunto alla tua dimora.” E andava avanti parlando a tal maniera, quando una voce interruppe il suo sogno a occhi aperti. “Mi scusi signore, non può stare davanti all’ingresso.”

Il cavaliere si voltò e non trovando un corpo a cui potesse appartenere quella voce immaginò che la libreria contro la parete del grande salone si fosse trasformata in un’enorme creatura dall’aspetto deforme e rivoltante. “Non ti preoccupare mia dama, ti libererò da questa mostruosità.”

Quando si accorse di aver lasciato le armi insieme al cavallo si mise a cercarne un valido sostituto. Afferrato un vaso che si trovava accanto alla porta lo lanciò contro la libreria-mostro, facendolo esplodere in mille pezzi. La segretaria, che stava dietro il bancone all’ingresso della scuola (perché quella era una scuola e non tal castello che il cavaliere immaginava) cacciò un urlo. Giunse invece alle orecchie del cavaliere un lamento del mostro, che ora protendeva le braccia verso l’alto per ricambiare l’offesa. “Vile essere, non importunerai più alcuna fanciulla ora che hai incontrato un degno avversario”. Fortunatamente in quel momento, un professore, veduto il folle lanciare il vaso si lanciò a sua volta su di lui atterrandolo. Il cavaliere tentò di difendersi pestando e calciando per potersi rialzare in piedi. Urlava come un pazzo, al punto che in breve tempo un gruppo di studenti e professori della scuola erano accorsi nel salone d’ingresso per tentare di placarlo. Il prode valoroso ne faceva volare per terra molti, ma sempre nuovi ne arrivavano.

Egli vedeva in quelle braccia che lo stringevano da ogni lato le mani del mostro contro cui aveva deciso di opporre il proprio valore e la propria follia.

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