13 Aprile 2019

CATEGORIA: Rubriche

Personaggi Misteriosi: L’uomo in cima alle scale

Il vecchio Gianni faceva cenno con la mano ai colleghi che già voltavano l’angolo, chiuse la porta d’ingresso e si liberò in un profondo sospiro. Era pronto a muovere gli ultimi passi tra i corridoi. Il sole calava oltre gli edifici. Ombre sulle mura, sui banchi, sul pavimento ingannavano la vista disegnando geometrie indefinite. Giocherellava con le chiavi mentre s’avviava in aula Pietri; lì lo vide. Rovistava frenetico tra i rifiuti, sembrava cercasse qualcosa. Nel suo aspetto si percepiva qualcosa di sbagliato. Il corpo non abbastanza grande per gli abiti che lo contenevano e i piccoli occhi gelidi, che luccicavano nella penombra, parevano pieni d’odio. Non pronto all’incontro il tipo perse il controllo e, rottosi in un urlo disperato, veloce scivolò via.

Oh Signore! Il vecchio Gianni seguì con lo sguardo l’uomo fuggire attraverso lo stretto corridoio, a destra su per le scale, poi dalla cima battè violenta la porta in metallo.

Si ricordò di respirare, lasciò andare le braccia lungo i fianchi, le chiavi tintinnarono, e si mosse nella penombra. Per i gradini le impronte dell’uomo bagnate di sudore. Le dita nodose del vecchio Gianni scivolavano sulla parete fredda, mentre a fatica saliva le scale. Oltre la porta rumori confusi, il respiro sommesso della creatura. L’orecchio porgeva attenzione, cercava di figurarsi cosa stesse accadendo dietro quella porta. Sentì del vetro infrangersi al suolo.

Sto chiamando la Polizia! Chi sei? E Come sei entrato?

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